mercoledì 15 agosto 2012


 SILVIO    BARBERA 
presenta suo figlio:

l'autore dei soggetti (figlio d'arte)
(leggi il profilo di suo figlio d'arte)

DIECI   SOGGETTI   PER   UN   FILM
pronti alla cessione del copyright
depositato SIAE
Società Italiana Autori ed Editori

QUI  DI  SEGUITO  PUBBLICATI  IN ORDINE  DA  1  A  10:


1) "La straordinaria storia 
di Joackinder,
 lo scopritore del Santo Graal".
Joackinder (nome d'arte dell'autore dei seguenti 10 soggetti), é un dirigente di una multinazionale che perde il lavoro per colpa di un fraintendimento con una collega di una bellezza per alcuni esasperante. Non avendo più null'altro da fare, bighellona per negozi antiquari dove scopre di avere un certo talento nello scoprire opere d'arte moderna dei più importanti artisti: di tutto e di più, da Degas a Dufy, da Braque a Picasso, da Matisse a Mirò. Ogni settimana ne trova due e ne acquista una a prezzo d'affare ed arriva ad possedere una collezione di un centinaio di pezzi per un valore superiore ai 500 milioni di Euro. Solo lui é certo che siano opere autentiche ma ne ha una buona ragione: egli aspettava da tempo d'essere premiato per aver scoperto il segreto del Calice del Graal al Museo Ermitage, dopo aver seguito l'indizio trovato nell'unico quadro che credeva invece essere una crosta ereditata senza alcun valore. Questo dipinto misterioso, una tavola di legno grande come una valigetta 24ore, é invece il "capolavoro sconosciuto" citato da Honnoré de Balzac, un dipinto che custodisce sotto un velo di pittura il segreto della loggia della massoneria internazionale: la foto-impressione di una eliotipia riproducente l'anamorfosi dell'antica vitrea coppa romana ch'era stata fotografata a San Pietroburgo dal Conte Giuseppe (Gegé) Primoli, l'appassionato e celebre fotografo nipote della Principessa Matilde Bonaparte già' moglie del Principe Anatolio Demidoff. Dopo aver dedicato più di 15 anni alla decifrazione di quest'opera, che presentò sia a Parigi a Pierre Rosenberg, Presidente del Museo del Louvre, sia a Mickhail Piotrovsky Direttore dell'Ermitage, il Museo di San Pietroburgo (Russia), Joackinder venne effettivamente premiato: i maggiori Musei del mondo inviarono ad un collettore un'opera autentica, dalla quale era stata opportunamente cancellata la firma dell'artista. Il collettore ebbe il compito di distribuire tutte queste opere, anonimamente ricevute, nei negozi antiquari,  incominciando da quelli vicini alla casa di Joackinder e poi seguendolo nei suoi spostamenti grazie alla collaborazione di una sua cara amica incaricata di segnalare ai mandanti i quadri che fossero stati ritrovati. I ritrovamenti crearono a Joackinder un sacco di grane: gli amici lo credettero impazzito,  il Direttore di banca gli levò il fido ed  i parenti discussero se interdirlo e levargli la patria potestà' della figlia. La questione della autenticità' o meno dei dipinti trovati passò in second'ordine, ora ci andava di mezzo la salute mentale di Joackinder. Egli decise di andare a fondo della questione. Lo psichiatra lo dichiarò sano di mente, anzi dotato di una intelligenza fuori dal comune per aver trovato il mitico Calice del Graal tenuto segreto dai Templari. Il professore di statistica studiò il caso delle improbabilità' sequenziali ed individuò matematicamente la dimensione dell' "area del disastro", così la chiamano gli assicuratori, in cui sarebbe incappato Joackinder. Finalmente un amico, ex agente segreto 007 senza pensione (gli agenti dei servizi non possono essere inquadrati), lo guidò alla soluzione vagliando i comportamenti anomali dei mercanti che gli avevano venduto le opere d'arte. Qualcosa non quadrava, occorreva applicare la "strategia dell'inganno" per prendere in contropiede i mercanti che fingevano di addormentarsi non appena vedevano rientrare nei loro negozi Joackinder, deciso a chiedere loro chiarimenti. Molto bene addestrato, Joackinder organizzò una cena ed applicò il copione dell'inganno, finché un antiquario, colpito da infarto per essere caduto nel tranello ed aver ammesso di aver distribuito i quadri per conto di una misteriosa organizzazione, gli rivelò la verità' che sarà' svelata al termine del film.



2) "La Tavernetta", 
il ritorno di Toulouse Lautrec dal passato
per autenticare due suoi disegni.
Si tratta di un divertente soggetto  cinematografico integralmente pubblicato per invitare il lettore professionista a credere nelle capacità' di Joackinder come autore di diversi soggetti. La storia ha i connotati di una "reality-fiction" in cui fatti realmente accaduti si intrecciano con l'impossibile ma desiderato ritorno dell'artista Henri de Toulouse Lautrec il quale si materializza nella camera da letto di Joackinder, assieme a  Jane Avril, colei che fu la prima ballerina del Moulin Rouge nella Parigi di fine '800. Henri e Jane si innamorano nel futuro, nella bella città di Torino dove si svolge la parte centrale del film iniziato a Bombay, in India, dove Henri de Toulouse Lautrec aveva commissionato un sortilegio d'amore alla celebre medium, fondatrice del movimento teosofico, Madame Helena Petrovna BlavatskyIl sortilegio consentirà' a Henri e Jane di smaterializzarsi a Parigi, dove si trovavano nel locale "La Tavernetta", per poi materializzarsi a Torino dove affronteranno con Joackinder diverse situazioni: Henri giocherà' a golf conDonato di Ponziano, il Direttore dei corsi di formazione dei Professionisti europei, in una temeraria sfida al tiro più lungo. Poi parteciperò ad una gardi fondo per disabili organizzata da Tiziana Nasi al Colle del Sestriere. Infine conoscerà' il pro nipote dell'ing. Michele Manzi, l'italiano che inventò la macchina da stampa calcografica, il quale fece realmente società' con il Conte Toulouse Lautrec per avviare nel 1896 a Parigi la prima stamperia di manifesti. Jane ed Henri discuteranno sulla autenticità dei disegni con un esperto della Casa d'Aste Christie's. Ed infine vorranno anche sposarsi e per far ciò dovranno convincere della loro identità' l'ex Direttore Generale del Comune di Torino, ing. Cesare Vaciago. Tutti personaggi ed interlocutori reali. Ma come in tutte le fiabe, alla fine Henri e Jane dovranno ritornare nel passato e rimaterializzarsi alla "Tavernetta" di Parigi dove il loro certificato di matrimonio non sarà' riconosciuto valido dagli amici. I disegni autenticati da Henri de Toulouse Lautrec saranno messi all'asta cent'anni dopo a Torino, dopo un cocktail offerto da Joackinder in un Castello del Monferrato, alla presenza della vera nobiltà' italiana entusiasta per il disegno di Toulouse Lautrec comprato da un ricco collezionista russo… venuto anch'esso dal passato.



3) "Da Parigi a Pechino,
con un quadro di van Gogh".
Questo soggetto non é una biografia di Vincent van Gogh, tuttavia inizia svelando cosa accadde un pomeriggio del 1888 nel bordello di Arles (Francia), dove tre artisti, Paul Gauguin, Vincent van Gogh ed Emile Laval veramente si recarono a dipingere usando come tavolozza il sedere delle ragazze che vi lavoravano. Fatto sta' che i pennelli intinsero anche dove non avrebbero dovuto ed il delizioso dipinto di un campo rosa sotto un cielo blu cobalto invece dei solchi dell'aratro tramandò ai posteri delle tracce organiche da cui cent'anni dopo venne estratto il DNA di un artista e delle cinque ragazze. Gli esami biologici effettuati al dipinto verranno provati con esami e documenti veramente effettuati, qui sta l'aspetto "reality" del film. Da questo fatto si dipana una storia d'azione, tra il proprietario che vorrebbe venderlo ad un miliardario cinese da una parte, ed i servizi della CIA dall'altra parte i quali lo vorrebbero negli 'United States' per un misterioso motivo che si scoprirà' seguendo l'intreccio del film.  Il proprietario cercherà' di depistare gli agenti americani organizzando un 'revival' della mitica corsa Parigi-Pechino, dichiarando di aver affidato il dipinto di van Gogh ad una macchina concorrente di colore giallo, che sarà intercettata dagli agenti nemici e fatta saltare in aria. In realtà' il dipinto sarà' portato dal proprietario in un viaggio aereo verso Pechino, aereo che sarà' dirottato con conseguente prigionia sui monti del Tibet. In una pantomima di processo, sotto tortura il proprietario rivelerà' dove ritrovare il dipinto di Vincent van Gogh, ma sarà' comunque condannato a morte. Inevitabile il colpo di scena: una telefonata del Dipartimento di Stato annuncera' l'invio di un esperto d'arte incaricato di dichiarare il dipinto un 'autentico falso' e di annullare la condanna a morte. Il proprietario sarà' così salvato ma sarà' costretto a vivere come sorvegliato speciale a Washington, dopo essere stato incaricato di custodire a vista il misterioso dipinto di van Gogh... poiché il segreto che esso nasconde é di straordinaria importanza per il mondo intero e questa sarà'  la sorpresa che si conoscerà'  solo al termine del film.



4) "Il cacciatore di leoni 
ed il dipinto di Matisse"
Daniel Klaus Hausman e Danielle Terlisé hanno una sola cosa in comune, il loro nome. Si conoscono sul ponte della Senna. Her Hausman, un cacciatore professionista austriaco, soffre non tanto per una delusione d'amore quanto per aver acquistato un dipinto di Henri Matisse in una folle competizione all'asta pubblica all'Hotel Drouot, per misurarsi con un ricco corteggiatore di sua moglie. Her Hausman é finanziariamente rovinato da quest'acquisto e vuole suicidarsi gettandosi nella Senna assieme al quadro di Matisse che, oltre a tutto, non gli piace, raffigurando una donna senza volto e, per di più, é autenticato dagli Archivi Matisse con una perizia in cui uno dei tre co-firmatari all'epoca della perizia era già morto. Ma un cagnolino nero, anch'esso vittima di una depressione che lo spinge al suicidio, vorrebbe uccidersi gettandosi nella Senna dal medesimo posto occupato da Her Hausman. Tra l'uomo e l'animale sorge un litigio, sedato dall'arrivo della padrona del cagnolino, Danielle Terlisé, una bella donna col volto integralmente coperto dal casco da motociclista, alla guida di una moto 'vintage' da sogno. Danielle distrae Her Hausman dai suoi propositi suicidi proponendogli un giro in moto, invitandolo a mettersi alla guida, tentativo che sarà' disastroso finendo entrambi a sfondare  con la moto una vetrina di un'agenzia di viaggi il cui proprietario era alla ricerca di un accompagnatore che fosse un cacciatore di leoni. Occasione sfortunata e fortunata ad un tempo, per cui Her Hausman, Danielle e suo figlio Samuele di 10 anni, decidono di unirsi al viaggio di gruppo, un Safari in centro Africa. Nel corso del viaggio Daniel e Danielle scoprono le loro affinità'. Lei é la nipote di un docente di mineralogia il quale era amico di un cacciatore di leoni il quale si rivelera' essere stato il nonno di Her Hausman. I loro nonni custodivano un segreto che i loro nipoti dovranno scoprire: una particolare pietra luminescente che avrebbe conferito particolari poteri di telepatia tra gli animali e l'uomo, in modo da riuscire addirittura a evolvere le specie feroci in mansueti compagni civilizzati. Un feroce gattopardo si innamorerà' di Daniele Terlisé e sarà portato a Parigi educato ed obbediente, suscitando incredulità' nei poliziotti in servizio all'aeroporto i quali non consentiranno l'ingresso all'animale umanizzato se non con una museruola. Questa costrizione gli renderà' la vita impossibile e pertanto il gattopardo sceglierà' di essere portato in uno Zoo dove gli animali sono liberi in un grandissimo parco e dove conoscerà' una gattoparda dolcissima di nome Matilde con la quale consumerà il suo tradimento alla pur amata Danielle Terlisé. Danielle, a sua volta, si consolerà' con Her Daniel Klaus Hausman, salvo un colpo di scena che é già scritto ma non rivelato.


5) "Seredial", 
la soluzione di "Guerniça" di Picasso
 e la statua di Haussmann dai 75 chiodi.
Seredial non é il nome di un uomo pacifico ma é la marca di un sonnifero a base di melatonina che, se spruzzato sotto la lingua, assicura otto ore di sonno continuativo, che consentirono a Joackinder di sognare la trama di questo soggetto cinematografico. La storia racconta l'avventura di un industriale, Her Wolfang, il quale al tempo della Germania nazista era diventato ricco producendo e vendendo le cornici assieme ai ritratti di Adolf Hitler. Al termine della guerra il mercato crollò ed egli si trovò in rovina. L'unico oggetto di valore che gli era rimasto, era una statua lignea, opera prima del 1919 del co-fondatore del movimento dadaista di Zurigo, l'artista svizzero tedesco Raoul Hausmann. Questa testa l'aveva acquistata per la sua caratteristica di avere 75 chiodi piantati come una criniera stile "punck" sulla sommità' della testa e l'aveva esposta all'ingresso del suo stabilimento e pubblicizzata anche sui giornali tramite i quali vendeva milioni di ritratti di Hitler. Quest'opera emblematica fu odiata da tutti gli ebrei del mondo, in special modo dai mercanti d'arte. Ora che era caduto in rovina, i superstiti ebrei tedeschi mercanti d'arte, s'erano passati la voce di fingere di dormire qualora Her Wolfang si fosse presentato per vendere la sua statua lignea. Ma Her Wolfang non era tipo di farsi prendere in giro ed architettò come reagire: egli avrebbe acquistato una bomboletta spray di sonnifero "Seredial" e al mercante che avesse finto di dormire, egli avrebbe spruzzato il sonnifero direttamente nella sua bocca aperta finché non l'avesse addormentato davvero, in modo da rinchiuderlo in uno sgabuzzino e, sostituendosi ad esso, potesse attendere per otto ore l'arrivo di un cliente a cui vendere la sua statua lignea. Her Wolfang non ebbe così difficolta' a convincere all'acquisto un cliente della Galleria, proveniente da Zurigo, sostenendo che i chiodi erano stati approntati per poter infilarci 75 "zucchini", come sono chiamati gli abitanti di Zurigo dagli altri svizzeri. Il cliente chiese di poter salutare il titolare della Galleria che ben conosceva, ma ciò si rivelò impossibile nonostante Her Wofang avesse tentato di svegliarlo. La vendita sfumò ed il cliente propose un appuntamento a New York, nella Galleria di Pierre Matisse che si trovava proprio nelle vicinanze dell'albergo dove avrebbe soggiornato nei giorni seguenti. Her Wolfang concordò di ritrovarsi a New York certo di concludere l'affare, ma incerto su come avrebbe potuto risvegliare il prossimo mercante addormentato. Gli venne in mente di utilizzare una penna speciale, emittente una forte scarica elettrica, venduta negli States come strumento anti-rapina, ma non mise in conto che la scarica elettrica sarebbe stata letale per chi fosse stato portatore di "pace-maker". E così avvenne. Il titolare della Galleria del defunto Pierre Matisse, non appena riconobbe il nazista Her Wolfang, segnalato nel libro nero di tutti i mercanti ebrei e case d'aste, finse di dormire e venne addormentato seduta stante da Her Wolfang il quale successivamente ricevette il cliente di Zurigo, intenzionato ad acquistare l'opera di Hausmann che avrebbe poi proposto alla vendita all'asta alla Sotheby's di New York facendoci un lucroso affare. Definite le condizioni di vendita espletate nella banca che aveva sede di fronte alla Galleria d'Arte, il cliente di Zurigo volle di nuovo ripetere il rito del saluto al proprietario della Galleria, ma venne dissuaso da Her Wolfanh il quale, dopo aver cercatori di risvegliarlo con la penna elettrica senza sapere che fosse portatore di "peace maker" ed avendolo così fulminato, senza far trasparire alcuna emozione sostenne che il titolare della Galleria fosse già spiacevolmente morto il giorno precedente. Caso volle che nell'uscire dalla Galleria essi incrociassero una segretaria che arrivava in ritardo e che questa scoprisse il cadavere del suo titolare nello sgabuzzino. Effettuato il pagamento in Banca e consegnata la testa di legno al Cliente di Zurigo, essi videro la polizia giungere a sirene spiegate davanti all'ingresso della Galleria. Concordarono di dileguarsi per strade diverse. Il cliente di Zurigo prese al volo un taxi sul quale poi avrebbe abbandonato l'opera d'arte che venne riconsegnata a Her Wolfang quando venne catturato, grazie ad una etichetta inavvertitamente lasciata sull'imballo aereo. Her Wolfang inizialmente si dileguò nella vicina metropolitana dove entrò nel primo treno diretto verso il Connecticut e dove si sedette, senza poterlo immaginare, vicino ad un poliziotto in borghese amante delle parole incrociate. Questi era un gigante nero dalle larghe spalle, intento a risolvere l'ultimo dei sei enigmi del capolavoro di Picasso "Guernica". Se avesse risolto per primo il quadrato enigmistico avrebbe vinto 100.000 dollari. Egli batteva la sua penna a biro sul foglio ripiegato del giornale che pubblicava il gioco enigmistico, finché spezzò la punta della biro e dovette rivolgersi ad Her Wolfanf per chiedergli una penna in prestito. Tra i due sorse un litigio, poiché Her Wolfang non voleva dargli la sua penna accampando svariati ed infondati motivi. Il litigio fu sedato da una studentessa d'arte che rivelò la soluzione dell'ultimo indovinello, ma per scrivere la soluzione il gigante nero dovette estrarre il tesserino di riconoscimento da poliziotto ed una grossa pistola per convincere Her Wolfang a consegnare la sua penna. Caso volle che anche il gigante nero fosse portatore di un "peace maker" e morì fulminato seduto al suo posto sul metrò senza poter concludere il gioco e senza vincere il premio. Her Wolfang finse d'essere un medico ma venne trattenuto dai poliziotti entrati nella carrozza alla prima fermata, su delazione di un viaggiatore di nome Salomon Levi. La studentessa d'arte si dileguò col suo segreto, peraltro rivelato agli spettatori del film. Her Wolfang, su testimonianza di altre persone presenti sul fatto, venne accusato di omicidio e condannato alla sedia elettrica, tuttavia il giudice trovò un buon motivo per scagionarlo dal delitto e per liberarlo dietro un'astronomia cauzione che venne pagata da un intermediario mercante ebreo che aveva dei conti in sospeso con la Giustizia, quindi interessato ad appianarli regalando la statua di Hausmann al Giudice.



6)  CENERENTOLA  BIS-ABILE
la ragazza cieca che vide quello che 
nessuno avrebbe potuto vedere.
Questa é la storia di Lucy, una bella ragazza che venne scelta tra il pubblico di una trasmissione televisiva americana per essere truccata con i prodotti cosmetici della W.D. Co. Se avesse risposto brillantemente alla domanda "Cosa diresti se tu ti riconoscessi truccata da favola?" avrebbe vinto un viaggio premio al Museo Ermitage con le sue compagne di liceo. Ma Lucy era cieca e non avrebbe potuto vedersi allo specchio. Il conduttore della trasmissione premio' ugualmente Lucy con altre quattro belle ragazze sue compagne, diversamente disabili: una sorda, una muta, una sordo muta ed una afflitta da una malattia neurologica e costretta su una carrozzella. Giunte a San Pietroburgo, visitarono il Museo Ermitage dove é esposto il Calice del Graal e dove Lucy, per prima al mondo, vide ciò che nessuno avrebbe potuto vedere: la presenza nel vetro dell'antica coppa romana di immagini infrarosse altrimenti invisibili! Ma nessuno le credette, salvo un dottore italiano che era stato invitato dalla W. D. Co. per sperimentare sulle cinque ragazze, nel modernissimo Ospedale #122, una nuova terapia di ossigenazione poli-atomica che si rivelò efficace: tutte le cinque ragazze guarirono dalla loro disabilità'. Tuttavia Lucy, oltre a riacquistare la vista, continuava a vedere anche l'invisibile della frequenza infrarossa. Tornate negli States le ragazze divennero le "cheer leaders" sponsorizzate dalla W. D, Co. come prova della possibilità di trasformare il sogno in realtà'. Ma Lucy continuò a non essere creduta: non sarebbe mai stato possibile vedere l'invisibile? Lucy si confidò con William Redford, il suo professore di storia russa, la cui zia Caterina lavorava come assistente alle passeggiate di Koni, la cagnetta del Primo Ministro Vladimir Putin. Grazie alla intercessione della zia, Putin fece effettuare delle fotografie infrarosse al Calice del Graal e verificò la presenza di immagini invisibile nel vetro foto impresse, dando credito a Lucy. Venuto a sapere che la sperimentazione aveva conferito la visione notturna al cane di Lucy, della stessa razza di Koni, Putin non solo diede ordine di sperimentare se anche il suo cane potesse vedere di notte come un gatto ma volle sottoporsi lui stesso, e con successo, alla terapia dell'ossigenazione poli-atomica. Soddisfatto dei risultati, diede ordine al Museo Ermitage di celebrare questa vittoria della scienza universale facendo dipingere ad un pittore russo un quadro più grande della "Gioconda" di Leonardo da Vinci affinché potesse essere esposto a prova di quello che Lucy aveva scoperto. Ma il Presidente americano Barack Obama, venuto a sapere del progetto di Vladimir Putin, chiese a sua volta alla W. D. Co. di fare qualcosa. Il C.d.A. riunitosi ad Orlando, decise di costruire in gran fretta il più grande calice di vetro del mondo dentro al quale proiettare l'ologramma della Gioconda, che il Prof. William Redford sosteneva essere il vero antico volto di Maria Maddalena a cui Lucy assomigliava moltissimo. All'inaugurazione del grande calice luminescente, seguì la parata dei più celebri personaggi dei fumetti, con una sorpresa finale che allieterà' tutti gli spettatori di questo film


7) I quattro artisti dell'Apocalisse
 che giurarono di difendere l'autenticità' delle loro opere.
Ezio Gribaudo, l'ultimo vivente, assieme a Lucio Fontana, Mattia Moreni e Julien, il quarto misterioso cavaliere mascherato da galletto (questi ultimi tre artisti morti anzitempo), sono legati da un giuramento di fedeltà' ad un ideale : essere leali verso gli amici ed essere incorruttibili difensori delle proprie opere,  pena una maledizione incombente sul destino delle loro stesse opere.  Colui che avesse infranto il giuramento avrebbe patito l'insuccesso nell'arte salvo cadere nell'oblio eterno.  Forze più potenti di loro cercheranno di contrastare la loro missione,  tentando di corrompere i loro eredi o Curatori.  Chi dei quattro Cavalieri  dell'Apocalisse  cadrà' nella trappola del destino, prima o dopo l'ultimo giorno? Quali Fondazioni si dimostreranno indegne scatenando l'ira degli artisti defunti? Quali terribili sventure punitive seguiranno? 



8) La "grande partita" tra i vivi e i morti, 
per confermare l'esistenza dell'al di là'.
Questa é' la storia di un gioco pericoloso alla quale aderirono uomini di valore ma ambiziosi di ottenere un successo terreno: poeti, scrittori, pittori e scultori giurarono di osservare le regole del gioco pena la morte. La prima regola fu quella di negare l'esistenza del gioco, rendendolo di fatto impossibile, depisitando chiunque avesse cercato di comprendere di quale gioco si fosse trattato. La seconda regola fu quella per cui, chi avesse negato di partecipare al gioco durante la propria vita,  dopo la propria morte avrebbe dovuto invece continuare a giocare dall'al di la', ma aiutando l'eventuale indagatore a scoprire la natura e lo scopo del gioco in modo tale che se fosse esistita davvero una vita nell'al di là', il defunto avrebbe dovuto operare in modo da far accadere una sequenza di avvenimenti improbabili nel mondo fenomenico e tridimensionale in cui i vivi sono prigionieri. Questi avvenimenti improbabili ed incredibili avrebbero portato alla soluzione del gioco che avrebbe avuto come meta la scoperta di un immenso e ritenuto mitico tesoro. Ed alla fine del film,  sarebbe stata così provata l'esistenza dell'al di là' e della vita oltre la morte. 



9) Il progetto "Genoma" 
per il ritorno di Maria Maddalena 
nelle spoglie della "Gioconda". 
Non a tutti capita nella vita di poter incontrare l'anima gemella ed a nessuno é mai capitato, che si sappia, di replicare il proprio DNA con quello di un angelo alieno, proveniente dal pianeta Nabiru e disceso a suo tempo nel Cantone Uri della Svizzera.  Ma ad un finanziere svizzero capitò di stanziare un premio di 100 mila franchi svizzeri per colui che, predestinato dal destino, avesse incontrato e sposato una nobildonna di sangue imperiale assieme alla quale generare una figlia che non solo assomigliasse a Maria Maddalena avente gli stessi tratti somatici ed antropometrici della "Gioconda" dipinta da Leonardo da Vinci, ma che ne portasse la replica esatta del suo DNA in modo che un figlio del dottor Mengele, il medico che per primo si dedicò allo studio della replica razziale, potesse migliorare ed uniformare la razza svizzera, quella umana oltre che quella animale.




10)  IL TESORO DI HERMANN GOERING
e le mappe dei suoi tesori nei quadri impressionisti.
"Il tesoro del Reichmarshall Hermann Göering" é' la storia della grande idea dell'asso dell'aviazione nazista, appassionato di esoterismo e d'arte, il quale scoprì il tesoro romano razziato dai Visigoti nel 410 dC a Roma e trasferito ad Arques, la capitale dei Visigoti, dove venne nascosto per oltre 1500 anni nelle miniere d'oro esaurite ed abbandonate da Giulio Cesare. Trovato il tesoro  nel 1945 a guerra oramai persa, Goering prese accordi con i nemici banchieri ebrei affinché l'oro romano fosse trasferito in Svizzera e fuso in lingotti del Reich marchiati dalla svastica, a patto che non fossero utilizzati per finanziare e riprendere  la guerra ma esclusivamente per garantire le pensioni d'oro alla nomenclatura nazista fuoriuscita in Sud Africa, Argentina e Bolivia con i passaporti concessi benevolmente da Madre Chiesa. Anche i nazisti in fondo erano uomini di quel ch'era stato un tempo il Sacro Romano Impero. Hermann Goering ebbe diritto a trattenere per se il 5% dell'immenso tesoro, senza sapere dove riporlo. Ebbe l'idea suggeritagli dal personaggio di Pollicino, di nasconderlo in bidoni ricolmi d'oro da interrare  lungo la strada che, dalla sua casa in Baviera, egli avrebbe amato percorrere su una Mercedes Benz scoperta lungo i meravigliosi panorami della Francia del sud, del Midi, e della riviera della Costa Azzura, fino a raggiungere la villa ch'egli aveva acquistato in Italia, a Capo Migliarese, tra Bordighera ed Ospedaletti. Non ne ebbe il tempo poiché venne condannato a morte nel processo di Norimberga. Ma quale gioco avrebbe potuto inventare la sua fertile fantasia, quella di  un sognatore aviere amante di stare sopra le nuvole bianche, visto che la guerra perduta stava volgendo al termine portando con sé nuvoloni neri di sventura? Herman aveva bisogno di lasciare ai posteri almeno delle mappe dei suoi tesori affinché potessero essere rintracciati e pertanto pensò che nulla avrebbe potuto piacere di più agli Dei se non l'idea di interrare i bidoni colmi d'oro nei posti incantevoli che furono dipinti dai pittori impressionisti dei quali disponeva centinaia di quadri che erano stati razziati dai suoi soldati tedeschi in Italia e Francia durante l'occupazione. Herman Goering non aveva però messo in conto che Joackinder avrebbe tessuto una trama per un film da Oscar, un soggetto che sarà' rivelato solo dopo aver ricevuto una profumata commessa da un solvibile produttore cinematografico… o da un produttore di cosmetici che siano distribuiti da Walt Disney in tutti gli "United States"…  


NOTE IMPORTANTI:

I summenzionati soggetti cinematografici sono stati depositati alla SIAE (Società' Italiana Autori ed Editori) personalmente da Umberto Joackim Barbera, tuttavia sono primariamente opzionati dalla Società' web-editrice Newtel srl, sede legale in via Sachero 2/5 (10090) Sciolze (Torino) Italia,  in corso di trasferimento in via Bonafous 2 (10123) Torino) di cui Umberto J. Barbera é amministratore unico. E' possibile quindi acquistare i diritti di copyright direttamente dalla Società' Newtel srl concordando con l'autore una serie di servizi aggiuntivi, quali il completamento ideativo dei singoli soggetti e l'adattamento del soggetto alla sceneggiatura.

La caratteristica di questi soggetti é di includere, come argomento primario di riferimento, la disponibilità di un'opera d'arte di legittima proprietà privata come parte della trama del film. 

Queste  opere fecero parte di un lotto di opere che benché fossero riconosciute autentiche prima della seconda guerra mondiale, furono successivamente derubricate dalle rispettive Fondazioni per difenderle dalle razzie dell'occupazione tedesca. 

Pertanto gli eredi, così come le rispettive Fondazioni od Archivi, non possono pretendere alcun diritto di "royalties" per il loro impiego cinematografico, salvo non riconoscerle come autentiche dopo l'accreditamento pubblico mediante il film.

Ciò consente al produttore cinematografico di acquistare, assieme ai diritti di copyright del film, anche una quota di partecipazione nella proprietà del dipinto pubblicizzato dal film.



JOACKINDER  INVENTA  TEMI  A  PIACERE 
PER TRAMANDARE AI POSTERI  LA VOSTRA VITA
 IN  UN  FILM  DA  VOI  SUGGERITO !


Se interessati, contattare 
Umberto Joackim Barbera
+39 348 511 6565
e-mail: <ubarbe22@gmail.com>

 in tutti i modi, meno che nel seguente:
disposto quasi a tutto
per realizzare un film,
pur di vendere un dipinto della sua collezione.

SI PROPONE L'AUMENTO DI CAPITALE DELLA SOCIETA' NEWTEL srl - Sciolze /Torino contro la cessione fino al 40% delle quote sociale a società' operante nella produzione cinematografica, in modo da integrare la creatività dei soggetti con le realtà' del mercato produttivo-distributivo di film.